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Guidasicilia

A pochi km da Sortino, su uno sperone roccioso che domina la confluenza del fiume Anapo con il suo affluente Calcinara, sorge la Cittadella Sicula di Pantalica, un'area di grande interesse naturalistico, storico e archeologico che l'Unesco ha inserito nella lista dei siti Patrimonio dell'Umanità.

Il sito, fortificato naturalmente dalle profonde gole nelle quali scorrono i fiumi, è collegato all'altopiano circostante attraverso un istmo, una piccola striscia di terra chiamata 'sella di Filiporto', meglio conosciuta come 'porta di Pantalica' e reso ancora più inespugnabile da una profonda trincea tagliata nella roccia.

Il sito, fortificato naturalmente dalle profonde gole nelle quali scorrono i fiumi, è collegato all'altopiano circostante attraverso un istmo, una piccola striscia di terra chiamata 'sella di Filiporto', meglio conosciuta come 'porta di Pantalica' e reso ancora più inespugnabile da una profonda trincea tagliata nella roccia.

Sulla parte più alta della cittadella si può ammirare ciò che resta dell'Anaktoron o 'Palazzo del Re', che occupa la sommità di una collina, la cui struttura ricorda un megaron miceneo. Costruito con grossi blocchi poligonali, anticamente aveva diverse stanze a forma rettangolare, come i palazzi di Micene. Sulla parte più alta della cittadella si può ammirare ciò che resta dell'Anaktoron o 'Palazzo del Re', che occupa la sommità di una collina, la cui struttura ricorda un megaron miceneo. Costruito con grossi blocchi poligonali, anticamente aveva diverse stanze a forma rettangolare, come i palazzi di Micene. Sulla parte più alta della cittadella si può ammirare ciò che resta dell'Anaktoron o 'Palazzo del Re', che occupa la sommità di una collina, la cui struttura ricorda un megaron miceneo. Costruito con grossi blocchi poligonali, anticamente aveva diverse stanze a forma rettangolare, come i palazzi di Micene.

Tutta la roccia della zona appare traforata da centinaia di aperture, tanto da farla sembrare un enorme alveare e, per una strana coincidenza, i Siculi, abitatori di Pantalica, furono chiamati il 'popolo delle api'. La cittadella, che è la più grande d'Europa e riveste un ruolo molto importante per lo studio dell'età del bronzo e del ferro. La necropoli Nord-Ovest (sec. XII-XI a.C.) si estende lungo la vallata del torrente Sperone, e conta oltre 5000 tombe; quella a Nord (sec. XII-XI a.C.) comprende circa 1500 tombe; quella della Cavetta (sec. IX-VIII a.C.) è un avvallamento posto nel lato Est dell'altipiano e presenta quasi 350 tombe; quella a Sud, estesa dalla Cavetta a Filiporto, è lunga più di 2 chilometri e comprende più o meno 700 tombe; infine quella di Filiporto, lunga oltre 5000 metri, si trova al di fuori dell'altipiano e conta oltre 500 sepolcri.

L'esplorazione di questa zona fu eseguita dall'archeologo di fama internazionale Paolo Orsi (1859-1935) e, tra il 1962 e il 1971, da Luigi Bernabò Brea. All'interno delle poche tombe, che i due archeologi trovarono intatte, sono stati rinvenuti corredi funerari con asce di bronzo, ceramiche lavorate al tornio dalla superficie di colore rosso lucido, fibule, pettini, coltelli ecc. Il prezioso materiale, qui rinvenuto, oggi si può ammirare al Museo Archeologico Regionale di Siracusa.

Di estremo interesse è la visita alla Grotta dei Pipistrelli, che si trova nella parete della cava, dove si apre un grande antro. Bellissime le gallerie dove si trovano magnifiche stalattiti e stalagmiti. Anche l'ingresso è della massima suggestione, visto che le decine di gradini sono interamente scavati nella roccia. Altra grotta che si può visitare è la Grotta Trovato, che si trova alla fine della strada che proviene da Ferla e poi la Grotta Bottiglieria e la Grotta delle Meraviglie, che i signori del posto, nei secoli passati, utilizzavano come "fabbriche per la polvere da sparo".

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I Misteri del Castello

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