E.U.R.

E UR - E.U.R. - Esposizione Universale Roma (già E42 Esposizione Universale 1942) è un complesso urbanistico e architettonico di Roma.

La zona venne progettata negli anni trenta del XX secolo per la costruzione della sede dell'Esposizione Universale di Roma, ma che non ebbe mai luogo a causa dell'inizio della seconda guerra mondiale e il complesso fu completato nei decenni successivi, modificando e ampliando il progetto originario.

Ospita alcuni esempi di architettura monumentale, che convivono con edifici moderni edificati nei decenni successivi.

Nel 1935 il governatore di Roma, Giuseppe Bottai, propone a Benito Mussolini di candidare la capitale per la futura esposizione universale del 1942, che avrebbe permesso di celebrare i vent'anni della marcia su Roma e proporre il successo del fascismo di fronte a un pubblico internazionale.

Fu scelta la zona delle Tre Fontane, preferita per collegare idealmente la Roma imperiale, rappresentata dalle Terme di Caracalla, con il Mar Tirreno lungo la Via Imperiale (oggi Via Cristoforo Colombo): il nuovo quartiere fu progettato per essere il terzo polo di espansione a sud-ovest della città.

Questa area meridionale di Roma era estranea al Piano Regolatore del 1931, che richiese di adottare alcune norme per consentire la realizzazione del progetto: un'apposita commissione approvò le norme attraverso alcuni piani particolareggiati esecutivi.

Il senatore Cini propose la collaborazione di numerosi architetti italiani - Giuseppe Pagano Pogatschnig, Luigi Piccinato, Luigi Vietti, Adalberto Libera, Gaetano Minnucci, Ernesto Lapadula, Mario Romano, Luigi Moretti - sotto il coordinamento tecnico di Marcello Piacentini, già apprezzato dal regime fascista per il suo classicismo essenzializzato.

Il progetto principale fu completato solo nel 1938. I lavori ebbero inizio il 26 aprile 1937, quando Mussolini piantò un pino romano sul luogo dove sarebbe nato il nuovo quartiere romano. 

Il quartiere fu ispirato, secondo l'ideologia del fascismo, all'urbanistica classica romana, apportandovi gli elementi del razionalismo italiano: la struttura prevede un impianto vario ad assi ortogonali ed edifici architettonici maestosi e imponenti, massicci e squadrati, per lo più costruiti con marmo bianco e travertino a ricordare i templi e gli edifici della Roma imperiale. L'elemento simbolo di questo modello architettonico è il cosiddetto Colosseo Quadrato, soprannome del Palazzo della Civiltà Italiana. Tuttavia l'esposizione universale non ebbe mai luogo a causa del ritardo dei lavori di costruzione, dell'improvvisa morte del governatore Piero Colonna e dei preparativi per la partecipazione italiana alla seconda guerra mondiale: il progetto originario non fu mai portato a termine e i lavori vennero interrotti nel 1942. Il progetto fu ridefinito e completato nei decenni successivi con edifici moderni, palazzi congressuali e architetture sportive.

La costruzione del quartiere fu ultimata solo alla fine degli anni cinquanta, in preparazione dei Giochi della XVII Olimpiade, che si sarebbero tenuti a Roma nel 1960: furono completate alcune infrastrutture, come il Palazzo dello Sport, il Velodromo Olimpico (demolito nel 2008), il Palazzo ENI, le Torri Ligini, insieme alla sistemazione urbanistica del Parco Centrale del Lago. Nel complesso è presente anche un polo museale che comprende il Museo della Civiltà Romana, il Museo Nazionale dell'Alto Medioevo, il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari e il Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini.


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