Bagnone

L ungo uno degli antichi tracciati della via Francigena in Lunigiana, non lontano da Villafranca, sorge Bagnone, borgo fortificato del cui castello oggi è rimasta solo la torre cilindrica, visibile già da lontano.

Bagnone si trova in un territorio ricco di borghi medioevali. Le frazioni sono ben 20 e si possono distinguere in tre gruppi geografici:
1. le frazioni poste sulla direttrice del torrente Bagnone (o dei suoi affluenti), vale a dire Corlaga (con Stazzone, Agnetta e Leugio), Mochignano (Sopra e Chiesa), Vico (con Chiesa, Valle, Montale, Monterole e Canneto), Treschietto, Jera o Iera, Compione e la solitaria Collesino;
2. le frazioni poste in direzione del comune di Licciana Nardi, ovvero Pastina, Pieve, Groppo, Castiglione del Terziere, Vespeno, Corvarola, Gabbiana e Lusana;
3. le frazioni poste sulla collina che sovrasta il capoluogo, vale a dire Nezzana, Orturano, Biglio e Canale.

I più antichi insediamenti della zona risalgono all’età della pietra, così come testimoniato dal ritrovamento di alcuni reperti archeologici e di Statue Stele nei pressi della vicina Treschietto. Bagnone viene nominato per la prima volta in documento del 963 e il suo nome prende quello dell'omonimo torrente che scorre non lontano dal castello, nucleo originario dell'abitato. Il castello aveva una funzione di controllo della viabilità del fondovalle, importante per la presenza del fascio viario della via Francigena.

Per secoli sotto il dominio dei Malaspina, Bagnone divenne feudo indipendente nel 1351. La Signoria fiorentina ne acquisì il controllo alla fine del 1400. In seguito alle Campagne d’Italia del 1796, Bagnone venne annesso alla Repubblica Ligure e poi al Dipartimento degli Appennini, per passare in seguito al Ducato di Parma. Fu poi l’unità d’Italia a sancirne l’appartenenza alla provincia di Massa Carrara.

Quella di Bagnone è la tipica storia lunigianese: la storia di una terra di confine segnata dal potere dei Malaspina e contesa dai poteri di Milano, Parma, Firenze e Genova. È una storia di passaggi di proprietà che in realtà altro non hanno fatto che rafforzare l’identità unica del territorio, nel tempo sotto il dominio di diversi signori, ma allo stesso tempo fieramente unica e indipendente.

Costruito su di uno sperone di roccia a dominare la valle sottostante, Bagnone si presenta come uno dei borghi più suggestivi della Lunigiana: le case con portici, la torre (ciò che resta del Castello), la chiesa di San Nicolò, contribuiscono a creare un luogo unico fatto non solo di storia, ma anche di natura.

La chiesa di San Nicolò risale al Medioevo; ma nel XVIII secolo si impose l'esigenza di costruire una nuova parrocchiale, che fu iniziata nel 1703 e consacrata nel 1731. La chiesa, di dimensioni imponenti, ad unica navata, con un'ampia cupola centrale, un coro di vaste dimensioni, decorata con marmi policromi e con colonne neoclassiche, fu adornata di paramenti e dotata di un organo a canne costruito da artigiani ferraresi. Tra gli altari laterali, quello di sinistra custodisce entro una teca argentea la reliquia della Santa Croce, particolarmente venerata. Nell'altare centrale di destra è posta la quattrocentesca Madonna del Pianto. Pregevole è una statua della Madonna Addolorata ricavata da un blocco di castagno.

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