Comacchio e le sue valli

L a città di Comacchio e le sue Valli rappresentano la “capitale ed il cuore" del Delta del Po.

Le Valli di Comacchio si presentano come una vasta laguna prospiciente l´Adriatico, divisa da questo da una fascia costiera e delimitate a nord dal corso del Po di Volano, a sud dal Fiume Reno. Le Valli di Comacchio nacquero intorno al X secolo a causa dell'abbassamento del suolo (subsidenza) e dell'impaludamento della zona costiera. Inizialmente le Valli erano riempite di acqua dolce, che proveniva dalle ricorrenti alluvioni dei fiumi. A partire del XVI secolo si riempirono progressivamente di acque marine, fornendone l'aspetto, che conservano ancora oggi, di valli salmastre. Le Valli si formarono anche perché tempo fa il delta del Po si trovava molto più a sud rispetto ad adesso. Ma il fiume, sbarrato dai suoi stessi detriti, risalì a nord lasciando una vasta area paludosa. Si tratta di un complesso lagunare e palustre che copre 4 valli: Lido di Magnavacca, Fossa di Porto, Campo e Fattibello. Costituiscono una delle zone umide più estese in Italia. La quercia, il pino domestico, il faggio, la canna palustre, la tamerice, sono alcune delle piante più diffuse in queste Valli. Uno dei tanti fiori è il limonio. In questa regione si trovano numerose Pinete, e le più importanti sono quelli di Cervia e Ravenna oltre al Bosco della Mesola. Ospitano la più grande varietà di fauna ornitica d'Italia, infatti troviamo più di 300 specie di uccelli come i fenicotteri, il cavaliere d'Italia, la garzetta, l'airone cenerino e il martin pescatore. Inoltre vi sono pesci come orate, anguille, branzini, cefali, passere, e mammiferi quali le volpi.


... e la città ch'in mezzo alle piscose paludi, del Po teme ambe le foci,

dove abitan le genti disiose che 'l mar si turbi e sieno i venti atroci

 (Ludovico Ariosto, Orlando furioso, III, 41).


Così l’Ariosto descriveva Comacchio, uno dei centri paesaggistici e storici più importanti del Delta del Po. Sorse su 13 dossi all’interno delle Valli, al fine di sfruttarne la pescosità delle acque e la spontanea formazione di sale. Si tratta di un esempio pressoché unico di integrazione tra l'ambiente naturale e l'attività umana. Importante centro in epoca longobarda e comunale, fu poi annientata dalla superpotenza veneziana nel X secolo. Conobbe il suo risorgimento architettonico sotto la dominazione pontificia, che in poco più di due secoli la monumentalizzò, consegnandocela così come oggi la vediamo.

L’emblema di Comacchio è Trepponti, voluto dal Cardinale legato Giovan Battista Pallotta nel contesto della cosiddetta rinascita urbanistica. Innalzato intorno al 1638, costituisce il punto di unione tra il canale navigabile "Pallotta", proveniente dal mare, ed il centro della città, in quanto sotto la sua unica volta si distribuiscono le vie d'acqua interne, per mezzo di una fitta rete di canali. Comprende cinque ampie scale (tre anteriori e due posteriori) ad arco a tutto sesto, che consentono di raggiungere la sommità, in pietra d'Istria.

Il Duomo (San Cassiano) sorge nel luogo dove si levava l'antica cattedrale romanica, eretta nel 708 e demolita nel 1694. La prima pietra della nuova Cattedrale fu posta il 25 marzo 1659 dal Vescovo di Comacchio Sigismondo Isei, ma venne consacrata solennemente solo nel 1740. La facciata è in mattoni, con alcuni particolari in pietra d'Istria. L'interno, ad unica navata, comprende dodici cappelle disposte lateralmente, all'interno delle quali si possono ammirare stupende tele.

L’Ospedale degli Infermi è stato eretto tra il 1778 e il 1784 su volere del papa Clemente XIV.

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