Tra deserto e oceano

S ituato sulla costa peruviana lì dove il deserto abbraccia l’oceano, si trova la Riserva Nazionale di Paracas.  Lo scenario che si presenta agli occhi dei visitatori è quello di  un affascinante deserto di salnitro che entra nell’oceano incontaminato. Un angolo di paradiso fatto di spiagge desolate, dove a regnare è il silenzio, interrotto solo dalla “voci” dei leoni marini e dei gabbiani.

Si può raggiungere la Riserva con un viaggio di poco più di tre ore, partendo dalla capitale Lima e dirigendosi verso sud. Un tragitto indimenticabile lungo la Carretera Panamericana, attraverso paesaggi che cambiano continuamente di colore: rosso, ocra ed infine giallo.

Dichiarata zona protetta nel 1975, con i suoi 335mila ettari di superficie tra deserto, siti archeologici pre-Inca e isole, Paracas è la Riserva marina più grande del Perù. Nella riserva vivono 36 specie di mammiferi e 216 di uccelli oltre ad una vasta quantità di specie ittiche. Il pinguino di Humboldt, l'otaria orsina, il leone marino sudamericano la Sula variegata, pellicani gabbiani ed altre specie di uccelli e animali marini in pericolo d'estinzione rendono la Riserva come tra le più ricche faunisticamente dell'intero pianeta.

Punta Arquillo è il luogo più affascinante della Riserva: dalla cima della scogliera si può ammirare l’oceano ed una colonia di otarie che abita le rocce sottostanti. Lì vicino si trova una piccola lingua di mare chiamata La Mina, con l’acqua color smeraldo; subito accanto, c’è la solitaria spiaggia di Lagunillas. Uno scenario completamente diverso è quello di Roja, una lunga distesa di sabbia rossa, che prende il colore dal non lontano massiccio Punta Santa María, formato da rocce che hanno al loro interno magma solidificato. Da non perdere la spiaggia Mendieta, una delle più belle della Riserva, è situata a sud nel cuore del deserto.

Il candelabro, chiamato anche tridente, è una grande struttura geoglifica del diametro di 120 metri, situato nel nord-ovest della baia di Paracas, si pensa abbia a che fare con le Linee di Nazca. La vista migliore per apprezzare il candelabro si ha imbarcandosi per un mini-tour per le Islas Ballestas.

Prima del suo crollo (terremoto del 15 agosto 2007), si poteva osservare la Cattedrale, un' imponente formazione rocciosa, che con l'erosione del mare e del vento, aveva assunto nel corso dei secoli una forma che ricordava le cupole delle cattedrali. un violento terremoto ne causò il crollo. I resti della struttura si trovano tra le spiagge di Yumaque e Supay.

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