Sirmione

S irmione è una penisola del lago di Garda in provincia di Brescia, caratterizzata da un clima mite. Nel corso dei secoli ha affascinato scrittori di ogni epoca e di ogni Paese. La sua bellezza è stata resa immortale da autori come Stendhal, Lawrence, Goethe, ma anche dal poeta latino Catullo, che per molto tempo fu legato a questo luogo. Anche la celebre cantante lirica Maria Callas ha vissuto a Sirmione.

Sirmione sin dal periodo neolitico è stata scelta come luogo adatto per lo sviluppo di insediamenti urbani. Fu rilevante cittadina durante l’epoca romana. Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente Sirmione divenne parte del regno longobardo e, nel corso del XII secolo, ebbe una propria amministrazione dipendente da Verona. Durante la signoria Scaligera, nel XIII secolo, venne cinta da mura e munita del Castello Scaligero, per poi passare sotto il dominio di Venezia nel XV secolo. Dopo il periodo sotto la Serenissima Sirmione passò sotto i francesi per passare nel 1816 sotto l’amministrazione degli Asburgo d’Austria. Fino ad arrivare al 1861 in cui fa annessa al regno di Sardegna.

Camminando per le vie che salgono e scendono per le tre colline (Cortine, San Pietro in Mavinas e le "Grotte di Catullo") di Sirmione è facile imbattersi in scorci che permettono di uscire dal tempo. All’entrata del centro storico sorge il Castello Scaligero, una rocca costruita dagli Scaligeri tra il XIII e il XIV secolo. Circondato dalle acque del Garda è difeso da tre torri e dal maschio,  vedere il suo profilo delinearsi all'orizzonte, giungendo in barca dal lago, suscita ancora oggi profondo rispetto. La sua darsena fortificata era il rifugio della flotta. Il Castello, grazie anche alla sua struttura concentrica, dotata di diversi sistemi di chiusura, dal classico ponte levatoio alle porte interne, create appositamente per scoraggiare e disperdere l'invasione nemica, era difficile da espugnare.

Vicino al Castello, si trova la Chiesetta di S. Anna, risalente al XV secolo, che conserva al suo interno affreschi votivi del Cinquecento e un dipinto si pietra raffigurante la Madonna e uno stemma degli Scaligeri.

È consigliabile anche una visita alla Chiesa di S. Pietro in Mavino, risalente all'epoca Longobarda e dedicata all’apostolo Pietro. Secondo la tradizione, fu edificata da pescatori sulle rovine di un antico tempio pagano. Si trova nel punto più alto della penisola. All’interno gli affreschi delle tre absidi risalgono al XII secolo, mentre quelli alle pareti sono del Cinquecento. Il campanile, in stile romanico, risale al 1070 e mantiene lo stesso stile della chiesa.

Altra chiesa di un certo fascino è Santa Maria della Neve, detta anche Santa Maria Maggiore, edificata del Quattrocento sopra i resti della chiesa di San Martino in castro dalla quale proviene parte del materiale utilizzato per la sua realizzazione. Al suo interno sono presenti cinque altari distribuiti lungo un’unica navata. Gli affreschi, sempre votivi, risalgono al Quattrocento.

Arrivando sulla punta delle penisola si giunge alla “Grotte di Catullo” che identificano una domus romana edificata tra la fine le I secolo a.C. e il I secolo d.C. Secondo una tradizione le rovine, prima degli scavi, apparivano come delle caverne da qui il termine quattrocentesco “Grotte”. Sempre per tradizione si narra che la villa fosse appartenuta a Gaio Valerio Catullo che in un suo carme sostenne di possedere proprietà a Sirmione. La struttura è a pianta rettangolare con due avancorpi sui lati corti nord e sud.

Sirmione non è solo un cammino tra diverse epoche è anche un rinomato centro termale che attira visitatori da tutto il mondo. Dalle sue terme sgorga acqua sulfurea salsobromoiodica, che stimola il rinnovamento cellulare, contrasta lo stress da smog e allergie, svolge un'azione tonificante sul sistema nervoso e cardiocircolatorio e vanta molte altri effetti benefici per l'organismo. Le due stazioni termali Catullo e Virgilio offrono la possibilità di abbinare trattamenti curativi ai soggiorni di puro relax. 

Tipico piatto del cucina di Sirmione è il pesce di lago. Il più ricercato è il carpione, eccezionale per le sue carni, cucinato ai ferri, su brace di legno d’olivo oppure lessato. Basterà aggiungere un filo d’olio d’oliva del Garda senza alcuna spezia per assaporarlo nella sua delicatezza. Altri pesci sono la trota lacustre, il lavarello o coregone, il persico reale e il persico trota, e le famose alborelle, un tempo conservate sotto sale e oggi preparate preferibilmente “in saor”, o fritte. L’anguilla, il trotto, il cavedano e la scardola sono disponibili secondo la stagione.
A queste prelibatezze si accompagnano i prestigiosi vini di Sirmione, primo tra tutti il mitico Lugana, un bianco ottenuto dal vitigno Turbiana. Un vino esclusivo che viene prodotto in tre tipologie: il Lugana DOC, di aroma fruttato e gusto inizialmente vivace; il Lugana Superiore, di colore giallo paglierino denso con brillanti riflessi oro caldo, che richiede almeno un anno di affinamento in legno o in acciaio; il Lugana Spumante, dal gusto asciutto e schienato.

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