Napoli esoterica

I misteri di Napoli non solo si trovano solo nei suoi sotterranei ma anche in superficie all’aperto alla luce del sole:

la Cappella Sansevero , oggi sconsacrata, ospita capolavori misteriosi oltre numerose opere inusuali, come le macchine anatomiche, due corpi totalmente scarnificati dove è possibile osservare, in modo molto dettagliato, l'intero sistema circolatorio. Ma la caratteristica che rende questo luogo esoterico è la presenza di alcune statue raccolte dal Principe di San Severo, Raimondo de Sangro. Queste statue non sembrano essere state realizzate con un normale procedimento scultoreo, ma con l’ausilio dell’arte alchemica. La statua Il Disinganno, rappresenta un uomo avvolto da una rete, la quale si adagia perfettamente al suo corpo. Si dice che il principe avesse trovato un modo per trasformare la stoffa in marmo, esempio di questo "miracolo" potrebbe essere il celebre Cristo velato, presente nella stessa cappella, realizzato dal napoletano Giuseppe San Martino.

Il Museo Anatomico, oltre i notevoli esempi anatomici tradizionali e le deformità sia umane che di animali, raccoglie le trenta "pietrificazioni" di Efisio Marini, alchimista e scienziato del passato: nacque a Cagliari (1835), studiò a Pisa, morì a Napoli (1900) lì dove sorge il museo che raccoglie alcuni esempi della sua arte. Studiando gli antichi fossili, riuscì a trovare la "formula della pietrificazione", riuscendo così a conservare molti arti umani, tessuti e interi corpi, sottraendoli al normale processo di putrefazione.

Nel sobborgo di Posillipo, alle spalle della Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta, nei pressi della stazione ferroviaria di Mergellina, sorge il Parco della Tomba di Virgilio. Secondo la tradizione, il poeta latino fu anche un maestro di arti magiche. Egli avrebbe accolto i suoi iniziati e apprendisti stregoni nella sua scuola di magia, sull’Isola di Gaiola, proprio di fronte al Parco di Posillipo, lì dove ancora oggi sorge la "Casa del Mago" o "Scuola di Virgilio". Leggende locali ci narrano di come Virgilio trovò casualmente una bottiglia, mentre zappava nella sua vigna, all’interno della quale erano imprigionati «dodici diavoli che, in cambio della libertà, gli insegnarono tutti i segreti delle arti magiche». Questi diavoli gli rivelarono anche il nascondiglio del Libro magico di Salomone.

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