Sant'Antonio

P adova è la capitale della pittura del Trecento, la città di Sant’Antonio (Patrono della città stessa). Il suo splendore artistico trecentesco fu uno dei frutti del gran fervore culturale favorito dalla signoria dei Carraresi che resero Padova uno dei principali centri del preumanesimo.

Venezia la bella, e Padova sua sorella
(recita un detto popolare)

Padova è nata e si è sviluppata all'interno dei bacini dei fiumi Brenta e Bacchiglione, in passato, tali corsi d'acqua erano fondamentali per l'economia cittadina, in particolar modo per la presenza di numerosi mulini e per la loro funzione commerciale, secondariamente per congiungere tramite barche la città con la vicina Venezia e gli altri centri della provincia di Padova. Padova è storia, cultura ed Arte, tra i luoghi di maggiore interesse si possono segnalare:

la Basilica di Sant’Antonio, ospita le reliquie di Sant'Antonio, è meta di pellegrinaggio che raggiunge il suo apice con la processione del 13 giugno. Al suo interno, oltre differenti capolavori dell'arte italiana, si nota come siano presenti diversi stili dovuti agli interventi che si sono susseguiti nel corso del tempo: la facciata romanica, il deambulatorio gotico con le sette cappelle, le cupole bizantine i campanili moreschi. Partendo da destra, si susseguono la Cappella del Gattamelata; la Cappella di San Giacomo affrescata nel 1300 da Andriolo de Santi; la Cappella della Crocifissione; la Sala del Capitolo, con un frammento di Crocifissione attribuito a Giotto. Ma il vero Cuore della Basilica, sono le reliquie del Santo che si trovano al centro del Deambulatorio.

La Cappella degli Scrovegni, realizzata in solo 2 anni (1305) da Giotto e definita dallo stesso "semplice costruzione", ospita il più importante ciclo di affreschi del mondo. Si può ammirare il cielo stellato sotto il quale si svolgono gli episodi della vita di Gioacchino e Anna (riquadri 1-6), quelli della vita di Maria (riquadri 7-13) e gli episodi della vita e morte di Cristo. Stupitevi un pochino di più pensando che Giotto ci mise solo due anni a completare il tutto.

Il Duomo (dedicato a Santa Maria Assunta) fu iniziato nel 1522 su progetto di Michelangelo Buonarroti. La facciata su cui si aprono i tre portali è incompleta mentre l'interno è molto ampio. Il Battistero adiacente al Duomo presenta un ciclo di affreschi di Giusto de' Menabuoi. Osservando la cupola si possono vedere angeli e santi e lo sguardo severo del Cristo Pantocratore al centro della scena. Sulle altre pareti e sui pennacchi sono rappresentate "Storie della Genesi", "Profeti ed evangelisti" e le "Storie di Cristo e del Battista".

Il Palazzo della Ragione (1208) che si affaccia su Piazza delle Erbe è stato per secoli sede del Tribunale, da cui prende il nome. I padovani lo chiamano anche "Il salone" perché il primo piano è in realtà un unico ambiente a forma di salone: lungo 80 metri e largo 27, completamente affrescato. Erano presenti anche affreschi di Giotto, andati perduti durante l'incendio del 1420. Il ciclo pittorico all'interno del palazzo è uno dei più grandi al mondo: si susseguono motivi zodiacali, astrologici, religiosi, animali, che simboleggiano le attività della città, nei diversi periodi dell'anno e l'intervento dei giudici. Nel Salone è conservata la "Pietra del Vituperio", un blocco di porfido nero di su cui i debitori insolventi erano obbligati a spogliarsi e battere per tre volte le natiche, prima di essere costretti a lasciare la città. Davanti al Salone (accanto al Palazzo Comunale) c'è il "Palazzo delle Debite", adibito a prigione a cui si accedeva direttamente dal Palazzo della Ragione.

Piazza delle Erbe e della Frutta, rappresentano da sempre due delle piazze più importanti di Padova, unite dal "Volto della Corda" o "Canton delle busie", passaggio coperto chiamato così perché qui i bugiardi, i falliti, gli imbroglioni e i debitori venivano colpiti sulla schiena con una corda. Piazza delle Erbe, è da sempre stato il luogo del mercato (un tempo chiamata anche Piazza delle Biade o Piazza del Vino). Le scale dell'imponente Palazzo Ragione, che sorge nella piazza, venivano chiamate "Scala delle Erbe" perché ci si mettevano i venditori di lattughe, cipolle, porri, verze ed era sede dei festeggiamenti popolareschi. Alle spalle di Piazza delle Erbe, divisa dal Palazzo della Ragione, c'è Piazza della Frutta (chiamata un tempo Piazza del Peronio) fu per secoli il centro commerciale di Padova.

Prato della Valle a Padova, è seconda solo alla Piazza Rossa di Mosca, è formata da un'isola centrale, completamente verde, chiamata Isola Memmia in onore del podestà che commissionò i lavori. Intorno all'isola c'è una canale di circa 1,5 km di circonferenza, circondato da una doppia fila di statue numerate (78) di personaggi famosi del passato. Per raggiungere l'isola centrale ci sono 4 viali incrociati con relativi ponti sul canale. Prato della Valle sorge sorge dove una volta erano presenti un grande teatro romano e un circo per le corse dei cavalli. Nel Medioevo si svolgevano fiere, giostre e feste pubbliche. Qui furono martirizzati due dei quattro patroni della città, Santa Giustina e San Daniele.

La cucina padovana è una cucina basata sulle verdure e sugli animali tipici del cortile: l'oca, il cappone, l'anatra, la faraona, la gallina, il galletto nano e i più comuni polli. Da questi ingredienti nascono i piatti tipici della tradizione; tra i primi: i bigoli (spaghetti grossi e ruvidi); i risotti con i piselli, con gli asparagi o con il radicchio. I bigoli si sposano scon l'oca in onto, carne d'oca dissossata, salata e conservata nel suo stesso grasso, usata anche come secondo piatto. Ancora tra i primi sono tipiche la pasta e fagioli, la zuppa con verze o altri ortaggi. I secondi: bollito misto alla padovana, prosciutto di petto d'oca, i salami, la soppressa, la salsiccia luganega e il cotechino, salumi a base di cavallo e mulo. Tra i dolci: la fugassa padovana (focaccia), la figassa (torta di fichi), la smegiassa (con uvetta) e la sbrisolona.

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