Bologna

S i potrebbe visitare Bologna anche solo semplicemente camminando lungo i circa 40 chilometri di portici del suo centro storico, da quelli eleganti della Chiesa dei Servi a quelli dipinti di Piazza Malpinghi. I portici non sono solo un elemento architettonico ma rappresentano l'essenza stessa della città. Proteggono dal sole durante l’estate, mentre nei mesi più invernali riparano dalla pioggia e dalla neve. Sono da considerarsi come una metropolitana aperta di Bologna, percorsi coperti che permettono di raggiungere ogni punto della città. Hanno origine nel tardo Medioevo, quando la città e la fiorente università divennero un polo ambito per studiosi e letterati di tutta l'Europa, ma anche per la popolazione proveniente dalla campagna. Di qui la necessità di sfruttare al massimo gli spazi e aumentare la cubatura delle case espandendo i piani superiori, dapprima con la creazione di sporti in legno sorretti da travature, e successivamente da portici sorretti da colonne. Furono anche un mezzo per l'espansione di attività commerciali e artigiane, nonché di socializzazione. Da strutture in legno sono diventati in muratura e l'unico portico ligneo che ancora sopravvive è quello di Casa Isolani in Strada Maggiore.

La presenza dell'Università ha reso Bologna una città viva, giovane e giovanile. I principali locali della movida si trovano nelle vicinanze di Piazza Maggiore e nel quartiere universitario. Qui si possono trascorrere le serate all’insegna della musica dal vivo, delle note del jazz oppure musica elettronica, assaporando un cocktail o un bicchiere di vino. Bologna si presenta come una città a dimensione d’uomo, famosa non solo per la sua la sua storia ed i suoi monumenti ma anche meta culturale e gastronomica.

La fama gastronomica di Bologna risale al medioevo, varia ed abbondante. Oltre ai famosi tortelli, serviti rigorosamente in brodo, la pasta all'uovo e la carne di maiale sono i protagonisti della cucina bolognese. Il ragù (preparato con carni miste di maiale, vitello e manzo); le tagliatelle (preparate con farina e uova); le lasagne (condite a strati alterni di ragù, besciamella e parmigiano); la cotoletta alla bolognese (ricoperta da formaggio e da una fetta di prosciutto crudo) sono solo alcuni dei piatti tipici. La mortadella è il prodotto di salumeria tipico da cui non solo si ricava il ripieno per i tortelli, ma è spesso utilizzato anche come antipasto o semplice spuntino abbinato con il pane. Tra i dolci: il certosino (dolce natalizio preparato con miele, mandorle, frutta candita, pinoli, burro, uva sultanina, cannella e cioccolato fondente); la crema di mascarpone; la torta degli addobbi (torta di riso).

Tra le Chiese ed i Monumenti:
in Piazza Maggiore si trova la gotica basilica di San Petronio, costruita fra il 1390 ed il 1659, presenta una facciata incompiuta divisa in due fasce orizzontali: quella inferiore, con le specchiature marmoree eseguite tra la fine del Trecento e gli inizi del Cinquecento, e quella superiore, con materiale laterizio a vista. Il suo portale è decorato con bassorilievi. All'interno la basilica è divisa in sei grandiose campate a pianta quadrata; nella navata di sinistra, sul pavimento, è visibile la meridiana più grande del mondo (1655). Sempre in Piazza Maggiore si trovano la fontana del Nettuno (1565), opera del Giambologna; il Palazzo Comunale (XIII e XV secolo) ed il Palazzo del Podestà, riedificato nel 1485 accanto al duecentesco Palazzo Re Enzo.

Piazza Maggiore rappresenta il cuore civile, artistico e religioso di Bologna, proprio su di essa si affacciano tutte le costruzioni che testimoniano la storia della città. Risalente probabilmente al 1200, quando ero uno spazio adibito a mercato, gli edifici popolari che qui sorgevano furono acquistati dal Comune ed abbattuti. Solo nel Quattrocento Piazza Maggiore assunse la forma che conserva ancora oggi.

Le torri di Bologna, di origine medioevale, sono uno dei tratti più caratteristici della città, nel Medioevo sarebbero state addirittura più di 180. Fra le torri superstiti si possono citare la Torre Azzoguidi (61 metri di altezza), la Torre Prendiparte (59,50 metri), e la Torre Garisenda (48 mentri) e la Torre degli Asinelli, quest’ultima edificata tra il 1109 e il 1119 dall'omonima famiglia, fu utilizzata anche per scopi militari; saliti i 498 gradini della sua scalinata interna si può ammirare dai suoi 97,20 metri la città con i suoi tetti rossi.

In piazza Santo Stefano spicca il complesso di Santo Stefano, noto anche come "le Sette Chiese" per via dell’articolazione in numerose chiese e cappelle collegate da un cortile e da un chiostro. Il nucleo originale fu edificato nell'VIII secolo su un tempio pagano del II secolo dedicato alla dea egizia Iside, del quale resta un architrave con dedica alla dea, murato all'esterno, e alcune colonne di granito africano, all'interno. L'impianto architettonico principale è marcatamente romanico, nonostante alcune modifiche successive. La piazza a forma triangolare accoglie: la Chiesa del Crocifisso, la Basilica del Sepolcro, la Chiesa di San Vitale e Sant'Agricola, il Cortile di Pilato, la Chiesa del Martyrium, il Chiostro Medievale e il Museo di Santo Stefano.

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