Andiamo a Quel Paese

I l Titolo è quello di un film ambientato in Sicilia nel paesino di Rosolini (provincia di Siracusa), antico borgo feudale sviluppatosi in oltre due secoli: feudo del vasto territorio di Noto e appartenne alla famiglia Platamone a partire dal XV secolo col titolo di baronia. Il centro abitato fu fondato da Francesco Moncada principe di Lardaria solo nel 1713, dopo aver avuto il feudo per successione dalla moglie Eleonora Platamone.

Tra i monumenti religiosi spiccano la Chiesa Madre San Giuseppe (edificata tra il XVIII e il XIX secolo) dove si conserva la mandibola di San Luigi Gonzaga; le Chiese di San Francesco, di Santa Caterina, del Santissimo Crocifisso, del Santuario del Sacro Cuore e l'eremo di Croce Santa.

Di particolare rilevanza architettonica è il Castello dei Platamone, costruito nel 1668, che conserva al proprio interno una basilica paleocristiana del V secolo. Sono inoltre interessanti i resti archeologici di Cava Lazzaro, che conserva delle necropoli dell'età del bronzo.

Uno spazio particolare va riservato alla cucina locale che si distingue non solo per i suoi primi piatti: u 'ncucciatieddu, costituito da frustoletti di pasta di grano duro cucinati in un amalgama di ricotta, acqua e pezzetti di zucca gialla previamente bollita; a pasta 'cca muddica, pasta condita con pangrattato, olio, aglio, formaggio pecorino; i ravioli, pasta di grano a formelle quadrate con ripieno di ricotta, uova e maggiorana, conditi con sugo di carne di maiale o vitello; i maccarruna e i cavatieddi, pasta a pezzettini vuota all'interno perché lavorata con un filo secco di grano (usu) o con un ago da calza (cavati) con le dita, conditi poi con sugo di carne di maiale, cosparsi di ricotta salata ed infornati. Anche le pietanze a base di carne occupano uno spazio importante nella tradizione culinaria, in particolare l'agnello e il capretto al forno. Tra i dolci: i gravazzati, striscia di pasta stirata con mattarello e farcita con un amalgama di ricotta, pezzetti di cioccolato e zucchero a velo; i ricci ri miennila, dolci di mandorla, i cui semi sbucciati e triturati finemente si amalgamano ad albume e zucchero; 'u pisciruovu a rosalinara, sorta di omelette formata da uovo, cipolletta soffritta, prezzemolo, pepe ed asparagi selvatici, già cotti ed amalgamati con ricotta.

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