Una passeggita a Trastevere

C hiunque soggiorna a Roma, non può non fare una passeggiata nel rione (R. XIII) di Trastevere (dal latino trans Tiberim – al di là del Tevere). Trastevere è ricco di storia, di cultura e di arte, si presentava nel Medioevo come un labirinto di viottoli, quasi un borgo all’interno della città: sin dall’antichità i trasteverini hanno formato quasi una popolazione a sé stante dovuta all’ambiente multiculturale che venivano a formare. Oggi Trastevere mantiene ancora il suo carattere grazie alle strade tortuose coperte di sanpietrini su cui si affacciano case popolari medioevali. La notte si riempie di persone, sia italiane che straniere, grazie ai suoi innumerevoli ristoranti e pub. È uno dei quartieri più vivi e caratteristici della città. Offre ristoranti tipici romani e pizzerie, ma anche mercati, è ricca di monumenti (Gioachino Belli e a Trilussa) e le sue piazze sono tra le più caratteristiche.

Piazza di Santa Maria in Trastevere è il cuore del rione, è il punto di incontro preferito per chiunque si rechi in questa zona, prende il nome dalla Basilica di Santa Maria in Trastevere fondata nel III secolo da papa Callisto I e rinnovata nel XII secolo per volere di papa Innocenzo II. Al centro della Piazza la fontana omonima, una delle più antiche di Roma, che nei secoli subì vari interventi di restauro. La Basilica è un capolavoro che si è conservata in ottimo stato nel corso dei secoli. La facciata conserva nella parte superiore un mosaico del XIII secolo, raffigurante Maria in trono che allatta il Bambino: è affiancata da dieci donne recanti lampade. Sulla sommità del campanile romanico, si vede un mosaico raffigurante la Madonna col Bambino, in una nicchia. L'interno, a tre navate su colonne ioniche e corinzie architravate, ha un soffitto ligneo completamente disegnato e presenta nella conca dell’abside un mosaico raffigurante la Vergine e Cristo. Passeggiando tra i vicoli si giunge a piazza Sant’Egidio, piazza dei Mercanti e piazza di Trilussa posizionata davanti a Ponte Sisto. Quest’ultima dedicata al poeta romanesco Carlo Alberto Salustri (noto con lo pseudonimo di Trilussa) ha una bellissima fontana sulle cui scale si trovano tanti giovani seduti.

Soprattutto la notte Trastevere si anima, diventa viva, si riempie di gente, di giovani, di studenti stranieri, di persone che siedono ai tavoli dei pub e amano bere in compagnia, che passeggiano e girovagano senza meta per le sue vie, per le sue piazze ammirando i meravigliosi scorci che si nascondono dietro ogni angolo: attici mozzafiato e panni stesi ad asciugare; ma soprattutto che amano respirare il sapore antico della romanità che è ancora lì rappresentata nell’immaginario collettivo.
La Festa de’ Noantri è una delle festività più famose e caratteristiche della tradizione romana, dedicata proprio ai trasteverini, cosiddetti noantri in opposizione ai voantri, gli abitanti degli altri quartieri. I festeggiamenti hanno inizio il primo sabato dopo ogni 16 luglio: dopo una furiosa tempesta fu trovata alla foce del Tevere, una statua in legno di cedro raffigurante la Madonna. La Vergine del carmine, o Madonna fumarola come venne più tardi soprannominata, fu considerata da quel momento la protettrice dei trasteverini. La ricorrenza fa riversare nelle strade del quartiere centinaia di abitanti che seguono la processione e poi si siedono ai tavolini, appositamente allestiti, per mangiare e bere vino. Sacro e profano. Infatti con il tempo la festa si è arricchita di spettacoli, iniziative culturali, e suggestive passeggiate lungo i caratteristici banchetti di dolciumi, cocomeri e “fusaje”, il tutto concluso con uno spettacolo pirotecnico.

Trastevere è ricca di ristoranti dove si possono assaporare i tipici piatti romani: bucatini all’amatriciana, spaghetti cacio e pepe, la carbonara, i rigatoni con la pajata, gli gnocchi alla romana, penne all’arrabbiata, abbacchio, trippa, animelle, carciofi, il tutto accompagnato da dell’ottimo vino dei castelli romani.
Per concludere camminando sul lungotevere si incontrano dei chioschetti che servono grattachecche preparate con del ghiaccio grattato con aggiunta di sciroppo di frutta.

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