Il Promontorio Dannunziano

L ungo la costa dei Trabocchi (Chieti), nella cittadina marittima di San Vito Chietino, in località delle Portelle, a metà strada tra il centro e Fossacesia, vi è un eremo dove nell’800 vi fu costruita una casa da pescatori, che Gabriele d'Annunzio nel 1899 acquistò e ristrutturò per il suo soggiorno personale assieme all’amante Barbara Leoni.

 ... una piccola casa rurale composta di due stanze al primo piano e di una stanzetta al piano terreno e di un portichetto; e, accanto, un grande orto d'aranci e d'altri alberi fruttiferi, e sotto il mare gli scogli, una vista interminabile di coste e monti marini, e sopra tutto, una immensa libertà, come un buen retiro di santi anacoreti ... 

 (da una lettera a Barbara Leoni - Gabriele d'Annunzio).


La casa e l’eremo sono chiamati eremo dannunziano o Promontorio Dannunziano, oggi è un museo privato. Dallo stile architettonico pare essere un tipico edificio della architettura rurale ottocentesca abruzzese. La parte dell'edificio utilizzata dal poeta non presenta elementi di degrado. La pianta è a base quadrata. La facciata sulla piazza è su due livelli con elementi in stile neomedievale lombardo. Al piano terra vi è un porticato che segue il piano superiore di cui la parte centrale della facciata è avanzata al resto dell'edificio. Ai lati vi sono due fornici. Il fronte è in arenaria.

D’Annunzio vi ambientò anche una parte del suo romanzo Il trionfo della morte (1894), in cui il protagonista Giorgio Aurispa giunge nel piccolo borgo sanvitese assieme all’amante Ippolita. Reduce dalla delusione nel paese di Guardiagrele della scoperta della rovina finanziaria della propria nobile famiglia, Giorgio cerca riposo nel mare, e studia il ‘’Così parlò Zarathustra’’ di Nietzsche, apprendendo la filosofia del superuomo. Giorgio tuttavia non riesce a fondere il suo pensiero naturalistico e quello superoministico dirompente, e ne fa esperienza dapprima assistendo a scene di superstizione popolare a San Vito, quando si teme che una bambina venga rapita di notte dalle streghe, e quando un ragazzino viene trovato affogato nel mare dalla madre; e poi recandosi in pellegrinaggio nel vicino paese di Casalbordino. Lì, nel Santuario della Madonna dei Miracoli, Giorgio Aurispa viene travolto dall’orrore della superstizione dei contadini locali, che si abbassano agli stati più miserevoli, riducendosi a larve, per ottenere il miracolo della Madonna. Oggi sul promontorio è collocato un parco pubblico con belvedere, dov’è sepolta l’amante di d’Annunzio: Barbara Leoni.

San Vito Chietino, ChietiItaliaEuroparelaxmaretutti

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