Orvieto

P iccolo borgo eretto su una rupe di tufo, Orvieto, col suo passato millenario è un piccolo tesoro d’arte. Famosa nel mondo per il Duomo e il pozzo di San Patrizio, capolavoro di ingegneria idraulica, Orvieto è meta di visite anche per la Cappella di San Brizio, il Museo del Duomo e la Città sotterranea.
Il Duomo di Orvieto è una meraviglia dell’arte gotica italiana. La costruzione, iniziata nel 1290 per dare al Corporale del Miracolo di Bolsena un posto dove essere venerato, terminò nel 1591. Gli interventi più significativi furono di Arnolfo di Cambio, Lorenzo Maitani e l’Orcagna. Partendo dal basso della facciata si ammirano i bassorilievi con Storie del Vecchio e Nuovo Testamento e il Giudizio finale. Al centro c’è il magnifico rosone e tutto intorno i mosaici realizzati da vari autori prevalentemente nel XIV secolo, ma anche nel XV ed inizio del XVI secolo, sono stati nei secoli successivi pesantemente restaurati e rifatti, perdendo le forme e lo stile originari. L'unico superstite è il mosaico con la Natività di Maria, dal 1891 conservato al Victoria and Albert Museum di Londra. Nelle ghimberghe sopra i portali troviamo, da sinistra a destra: il Battesimo di Cristo; l'Assunzione di Maria in gloria; la Natività di Maria. Negli spicchi ai lati delle ghimberghe troviamo, sempre da sinistra: l'Annunciazione; gli Apostoli in estasi per l'assunzione della Madonna; Gioacchino ed Anna. Infine, nelle cuspidi in alto vediamo: lo Sposalizio della Vergine; l'Incoronazione della Madonna; la Presentazione di Maria al Tempio. Al suo interno due sono le cappelle fondamentali per la religione e l’arte: la Cappella del Corporale e quella di San Brizio. Il corporale della cappella è relativo al Miracolo di Bolsena, macchiato dal sangue uscito da un’ostia nel 1263. Un evento fondamentale per la chiesa cattolica che fece costruire il Duomo per ospitare la reliquia e che da allora ogni 11 agosto festeggia il Corpus Domini. Il corporale e l’ostia sono conservati in un reliquario di oro, argento e smalto vero capolavoro dell’oreficeria medievale. La Cappella di San Brizio, invece, è un capolavoro del Rinascimento italiano. Ci lavorarono per primi il Beato Angelico e Benozzo Gozzoli, che affrescarono parte dei soffitti, ma fu Luca Signorelli a completarla. Il tema della cappella è il Giudizio Universale, un racconto in immagini della fine del mondo popolato di angeli, demoni terrificanti, peccatori in attesa e salvati volati in cielo. Straordinarie le scene con la Predica dell’Anticristo, la Resurrezione della carne, la sconfitta del Demonio ad opera di San Michele, la salita al Paradiso e i Dannati all’inferno. In basso a sinistra il pittore si è raffigurato in un espressione tranquilla, mentre osserva la fine del mondo.
Il pozzo di San Patrizio, chiamato così per la somiglianza con la cavità dove il santo irlandese amava ritirarsi in preghiera, è una meraviglia di ingegneria costruita nel 1527 per volere di papa Clemente VII che affidò l’incarico a Giuliano da Sangallo il Giovane. L’obiettivo era assicurare a Orvieto acqua in ogni momento dell’anno, soprattutto in previsione di un assedio come quello del Sacco di Roma. Il pozzo, profondo 62 metri, e composto da 258 scalini, è interamente scavato nel tufo e raggiunge l’acqua che si trova sotto la rupe su cui è costruita Orvieto. Il capolavoro del Sangallo furono le doppie scale elicoidali, ampie e indipendenti, una per la discesa e l’altra per la risalita. Questo permetteva di rendere le operazioni di carico dell’acqua più semplici, anche grazie alla possibilità di portare giù i muli da soma.
Orvieto è divisa in due: una parte visibile a tutti composta da edifici e una parte sotterranea e nascosta (underground) formata da un complesso labirinto di oltre 1.200 grotte, cunicoli, pozzi e cisterne. Scoperta per caso dopo una frana, ha mostrato quello che per 2.500 anni gli abitanti di Orvieto hanno scavato nella rupe di tufo.
Altri luoghi da visitare sono: la Piazza del Popolo dove sorge il palazzo del Capitano del Popolo, con la strana torre e la bella scala che porta al salone d’ingresso. Oggi il palazzo ospita un’area espositiva e spazi per congressi e manifestazioni. La torre del Moro da cui godere un panorama straordinario sul Duomo e sui tetti di Orvieto. La Fortezza di Albornoz (1359), distrutta e rimaneggiata più volte, è stata ricostruita nel 1450.

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