La Vernaccia

N ota per le sue “Cento Torri”, San Gimignano, è famosa per la produzione della Vernaccia, vino bianco conosciuto in tutto il mondo. La vernaccia è stato il primo vino italiano a prendere il titolo di prodotto a Denominazione d’Origine Controllata (D.O.C.) nel 1966 e nel 1993 ha ottenuto il marchio D.O.C.G (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) che ne garantisce ulteriormente la provenienza.Prodotto esclusivamente all’interno del Comune di San Gimignano, i suoi vigneti si trovano sulla strada che da Poggibonsi sale verso San Gimignano. La vendemmia avviene tra fine settembre e inizio ottobre. La Vernaccia Normale può essere imbottigliata a marzo, mentre la Riserva ha un tempo legale di invecchiamento di 1 anno in cantina.A Tavola la Vernaccia si serve fresca (10° C) con antipasti, piatti di pesce e carni bianche. La Riserva invece deve essere servita tra i 14°C e i 16°C e si accompagna a tutta la cucina marinara.Per rendere omaggio alla qualità e al prestigio di questo vino a San Gimignano, nella Villa della Rocca di Montestaffoli è stato realizzato il Museo del Vino della Vernaccia.L'origine del nome Vernaccia è piuttosto incerto, probabilmente prende il nome dal latino vernaculum (=del posto), altre ipotesi, come quella del poeta seicentesco Marchio Lucidi, farebbero discendere il nome da Verno, gelido. Secondo il Vocabolario Treccani deriva invece dal toponimo Vernazza, borgo delle Cinque Terre, ove veniva prodotto un vino dallo stesso nome sin dal Medioevo. Questo vino affonda le sue radici in tempi molto lontani, come dimostrano vari documenti storici, opere letterarie e atti ufficiali. L'inizio della sua produzione viene collocato intorno al 1200 per mano di un certo Vieri de' Bardi e dei suoi figli. Il primo documento ufficiale risale invece al 1276, e si tratta degli Ordinamenti della Gabella del Comune di San Gimignano, che dimostrano come il commercio di questo vino fosse già fiorente e redditizio: si obbligava infatti al pagamento di una tassa di tre soldi per ogni soma di Vernaccia esportata fuori il comune.Risulta evidente come alla fine del XIII secolo la Vernaccia fosse già un vino di pregio, presente sulle migliori tavole dei nobili dell'epoca. Lo stesso Dante Alighieri nella sua Divina commedia aggirandosi tra i golosi del Purgatorio, incontra Papa Martino IV reo di essere stato vinto troppo spesso dalla voglia di Vernaccia "Questi e, mostrò col dito, è Bonagiunta. Bonagiunta da Lucca: e quella faccia di Ià da lui più che l'altra trapunta ebbe la Santa Chiesa e le sue braccia: dal Torso fu, e purga per digiuno l'anguille di Bolsena e la Vernaccia" (Dante – Purgatorio. XIV, 19-24)Nel 1468 la Vernaccia va ad allietare gli invitati al banchetto di nozze dei Medici-Rucellai, poi i pasti di Lorenzo il Magnifico documentati dalle continue richieste scritte che faceva al Comune di San Gimignano.

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