2019

I l 17 Ottobre 2014 Matera è stata designata Capitale Europea della Cultura per l’anno 2019.

Il nucleo urbano originario, si è sviluppato partendo dalle grotte naturali scavate nella roccia e successivamente modellate in strutture sempre più complesse all’interno dei due grandi anfiteatri naturali: Sasso Caveoso e Sasso Barisano.
Matera città dalla storia affascinante e complessa, da civiltà rupestre a centro di matrice orientale-bizantina, passando successivamente sotto i Normanni, è una fusione di stili differenti: romanico, rinascimentale e barocco. Nel 2019, Matera non è solo centro della cultura europea, ma anche centro della cultura urbanistica: riqualificazione, recupero sostenibile e riconquista dell’identità perduta.
Il centro storico di Matera delimita in alto i Sassi, si nota anche nel centro storico la presenza di diversi livelli di strati urbani: nella centrale piazza Vittorio Veneto si trovano alcune aperture che mostrano il livello originario dei luoghi (ipogei), che si trovano al di sotto della stessa piazza. Gli ipogei si articolano in continuità formando una vera e propria città sommersa connessa con i Sassi. Il centro storico si sviluppa con vie che collegano diverse piazze lungo un asse chiamato asse settecentesco. Sono presenti una serie di importanti palazzi e chiese. Il grande Palazzo dell’Annunziata (piazza Vittorio Veneto), è un ex convento attuale sede della Biblioteca Provinciale. Di fronte il grande palazzo della Prefettura, la Chiesa di San Domenico del XIII secolo, la Chiesa dei Cavalieri di Malta. Al centro della piazza ci sono quattro grandi aperture che mostrano gli ipogei dove sono presenti anche la grande cisterna del Palombaro Lungo (con pareti alte 15 metri e fino a poco tempo fa navigabile) e la Chiesa rupestre del S. Spirito (X secolo). Poco più avanti si trova un altro ex convento quello di Santa Lucia alla fontana che divide l’omonima chiesa settecentesca a destra e la fontana Ferdinandea a sinistra. Proseguendo lungo la via del Corso si arriva fino a piazza San Francesco d’Assisi dove si trova l’imponente omonima chiesa seicentesca. Anche qui sono presenti degli ipogei che testimoniano sotto la piazza il livello originario dei luoghi. A destra della piazza ci si immette in via Ridola, dedicata a Domenico Ridola per i suoi studi e ricerche sul passato archeologico della città. A sinistra invece si trova Piazza del Sedile, sede del Conservatorio, precedentemente Palazzo di Città e sede del Comune di Matera, di qui si susseguono tutti i più importanti palazzi nobiliari che dalla piazza attraverso la stretta via Duomo arrivano a circondare la Cattedrale di Matera. Da Piazza del Sedile salendo via Duomo si arriva alla Cattedrale risalente al 1270 affiancata da un maestoso campanile che domina tutto il paesaggio della città. La Cattedrale ha uno stile romanico-pugliese, ma è caratterizzata da particolari ed elementi artistici unici e di grande pregio sia all’interno che all’esterno. Intorno alla Cattedrale ci sono i palazzi delle famiglie con titoli nobiliari che li abitarono come Palazzo Gattini (Conti Gattini), Palazzo Venusio (Marchesi di Venusio), Palazzo Malvinni Malvezzi (Duchi Malvinni Malvezzi). Palazzi eretti anche con lo scopo di essere presidi di difesa della chiesa madre. Proseguendo a destra da Piazza S. Francesco ci si immette su via Ridola dove si trova subito la Chiesa del Purgatorio. Sul lato destro si trova il Museo Nazionale Domenico Ridola dove sono esposti in gran parte i reperti delle ricerche archeologiche condotte dallo stesso Domenico Ridola nel territorio materano. In fondo alla via Ridola si trova Piazzetta Pascoli delimitata da un altro grande palazzo, Palazzo Lanfranchi, ora sede del Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata. Sulla sinistra un belvedere con affaccio sul Sasso Caveoso, un panorama molto bello dominato al centro dallo sperone roccioso del Monterrone dove si trovano le Chiese rupestri si Santa Maria de Idris e San Giovanni in Monterrone.
I Sassi, divenuti nel 1993 Patrimonio Mondiale UNESCO, rappresentano il cuore di Matera e sono il tipico esempio di architettura che mostra le capacità dell’uomo a sapersi adattare all’ambiente che lo circonda. Utilizzando le caratteristiche del luogo (temperatura costante degli ambienti scavati, calcarenite del banco roccioso per la costruzione delle abitazioni fuori terra, utilizzo dei pendii per il controllo delle acque e dei fenomeni meteorici), l’uomo ha saputo creare l’habitat ideale adatto alle sue esigenze di vita. La struttura architettonica dei Sassi è costituita da due sistemi: quello esterno visibile realizzato con le stratificazioni successive di abitazioni, corti, ballatoi, palazzi, chiese, strade orti e giardini, e quello interno, invisibile a prima vista, costituito da cisterne, neviere, grotte cunicoli e sistemi di controllo delle acque, sistemi essenziali per la vita e la ricchezza della comunità.
In origine i Sassi di Matera erano un ambiente rupestre molto simile a quello situato (di fronte) sull’altro lato del canyon scavato dalla Gravina di Matera. Il versante dei Sassi, quello occidentale è caratterizzato in basso da pareti ripide che si affacciano sul torrente. In alto il versante presenta una serie di terrazzamenti, colline e pianori più adatti all’insediamento umano, luoghi che nel corso dei millenni sono stati trasformati da villaggi rupestri in una vera e propria città. I primi insediamenti umani risalgono al paleolitico e si svilupparono utilizzando le grotte naturali che in gran numero definiscono il paesaggio rupestre di Matera. Nel corso del tempo alle grotte naturali si sono aggiunte quelle scavate dall’uomo nella roccia tufacea. I complessi rupestri hanno costituito la prima forma del nucleo urbano con ambienti ancora oggi presenti inglobati dentro edifici e fabbricati costruiti fuori terra dal medioevo in poi. La storia di Matera è caratterizzata dall’avvento del Cristianesimo: nel medioevo il paesaggio rupestre fu trasformato con la costruzione di luoghi di culto.
In questo periodo furono innalzati edifici imponenti tra i quali la maestosa Cattedrale di Matera, la chiesa di San Giovanni Battista, la Chiesa di S. Domenico, la Chiesa di Santa Maria della Valle Verde sulla via Appia. Prende forma un nucleo urbano concentrato intorno alla Cattedrale che si trova in cima alla collina di Matera che divide in due i Sassi: il Sasso Barisano rivolto ad est e il Sasso Caveoso rivolto a sud.
Sull’altro versante dei Sassi si estende il Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano anche conosciuto come Parco della Murgia Materana, il cui paesaggio rappresenta il contesto originario dei luoghi, sviluppatosi nel tempo con gli insediamenti urbani soltanto sul versante dei Sassi. Qui si trovano più antichi del territorio: la Grotta dei Pipistrelli, i villaggi neolitici di Murgecchia, Murgia Timone e Trasanello a nord e i villaggi rupestri della Selva, il villaggio Saraceno a Sud.
I Sassi di Matera offrono al visitatore un grande paesaggio architettonico rappresentato da una serie di elementi che si sono stratificati nel tempo, dai complessi rupestri scavati dall’uomo, alle chiese rupestri, aree di sepoltura, che si alternano continuamente con fabbricati di tutte le diverse ere: medioevo, rinascimento, barocco fino all’epoca moderna. Grotte, ipogei, palazzotti, chiese, vicinati, scalinate, ballatoi, giardini e orti sono tutti incastonati l’uno nell’altro formando un luogo unico, fermo nel tempo. 
Particolarmente interessanti le Chiese Rupestri, costruite con ogni probabilità su luoghi di culto già esistenti, rappresentano il passaggio evolutivo dell’uomo dalle fasi preistoriche al cristianesimo. Santa Maria de Idris (San Giovanni in Monterrone) è situata all’interno dello sperone roccioso del Monterrone che domina il Sasso Caveoso, nelle vicinanze della Chiesa di San Pietro Caveoso e dell’omonima piazza. La posizione è stupenda e offre un panorama unico, sulla città e sulla Gravina. Santa Lucia alle Malve, si trova nelle vicinanze di Santa Maria de Idris nel rione Malve. E’ il primo insediamento monastico femminile dell’ordine benedettino, risalente all’VIII secolo, ed il più importante nella storia di Matera. All’interno sono presenti alcuni tra i dipinti murali più belli e importanti del territorio materano. San Pietro Barisano (XII – XIII secolo), Sasso Barisano, in origine detta san Pietro de Veteribus, è la più grande delle chiese rupestri.

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