Hugo Cabret

Per Hugo Cabret ho preso spunto dalla Torre dell'orologio di Macerata;  mi ricorderò sempre quando salivo in cima insieme al figlio del custode, i miei sogni sono cominciati anche lì (Dante Ferretti).

L’attuale orologio planetario che compare sulla facciata della torre civica di Macerata è una replica di quello realizzata nel 1571 dai fratelli Ranieri, rimosso nel 1882 dopo anni di travagliate vicende è stato nuovamente inaugurato il 18 aprile 2015, alle ore 12:00 quando al suo primo giro la giostra degli automi con i Magi e l’angelo che si sono inchinati passando davanti a una statua della Madonna col Bambino. L’orologio è una macchina di straordinaria complessità governata da diverse funzioni: l’azionamento del carillon; i colpi che scandiscono le ore; l’uccello che fa suonare la piccola campana colpendola col becco; la giostra con l’angelo e i Re Magi; l’avanzamento della lancetta nel quadrante orario; i movimenti dei dischi dei corpi celesti e del Drago. Lo splendido quadrante policromo, oltre a indicare le ore, mostra i moti apparenti della volta celeste, del Sole e della Luna e i circuiti dei cinque pianeti conosciuti al tempo nel quale i fratelli Ranieri portarono a termine la loro impresa. Quest’ultima funzione fa di questo dispositivo un esemplare unico tra gli orologi da torre rinascimentali. Come Praga e Messina, anche a Macerata, si può ammirare due volte al giorno l'uscita degli automi con il rintocco delle ore 12 e delle 18.

L’orologio collocato nella Torre Civica che sorge in piazza della Libertà è solo una delle bellezze di Macerata. La stessa piazza della Libertà, collocata al centro della città, è un interessante spazio artistico e architettonico per il numero e la pregevolezza degli edifici monumentali che vi si affacciano. Dal Palazzo del Comune, alla Chiesa di San Paolo. Sul lato nord si erge l’austero Palazzo della Prefettura con un maestoso portale in marmo del 1509. Sul versante orientale si affaccia la chiesa barocca di San Paolo che risale alla metà del Seicento: offre un prospetto in cotto e oggi al suo interno accoglie mostre d’arte. A destra si scorge l’ingresso del Palazzo dell’Università, costruzione del Seicento che fu dimora del collegio Barnabiti.

La Cattedrale di Macerata (edificata tra il 1459 e il 1464) ed il campanile attiguo (eretto tra il 1467 e il 1478) sono stati riedificati prima nel Quattrocento e successivamente nel Settecento su progetto dell’architetto Cosimo Morelli. Nella parte esterna si osserva come la facciata della Chiesa non sia terminata (assenza di fondi). La parte dell’abside è realizzata in laterizio per adattarsi alla pendenza del terreno.  Lo spazio interno è suddiviso in tre navate. Lo stile neoclassico è evidente nelle colonne binate e nella crociera a cupola che si innalza per manifestare la grandiosità del divino. Ai fianchi delle navate sono state erette dieci cappelle. Tra le opere artistiche più importanti che si possono ammirare si ricordano i dipinti del Seicento di Filippo Bellini La Cena di Emmaus e L’Ultima Cena e la pala raffigurante la madonna tra i Santi Sebastiano e Andrea del Boscoli (del 1700). Infine, una maestosa scale permette di accedere alla chiesa inferiore che presenta tre altari del neoclassicismo intitolati alla Vergine.
Lo sferisterio, ritenuto da alcuni famosi cantanti lirici il teatro all’aperto con la migliore acustica rintracciabile in Italia, fu progettato nel 1823 dall’architetto neoclassico Ireneo Aleandri. Deve il suo nome e la sua particolare pianta a segmento di cerchio alla destinazione d'uso originaria, come luogo per il pallone col bracciale. Nel 1921 venne rappresentata la prima opera con l’Aida di Giuseppe Verdi: in quell’occasione l’arena si vestì a teatro all’aperto con al centro un palcoscenico parabolico a ridosso dell’orchestra.

Il Palazzo Compagnoni Marefoschi costituisce un esempio della potenza che la omonima famiglia ha avuto per secoli all'interno della città di Macerata e dell'importanza di questa casata. Commissionato nel Settecento, fu progettato dall'architetto Luigi Vanvitelli, partendo da edifici pre-esistenti della famiglia Compagnoni. Nella facciata un portone d'ingresso è affiancato da due coppie di colonne che hanno la funzione di reggere il balcone sovrastante. All'interno del palazzo, lungo lo scalone, vi sono numerose iscrizioni latine risalenti al periodo romano provenienti dalla Villa Adriana di Tivoli.
Il piatto tipico maceratese sono i vincisgrassi anche noti anche come "svinci", una specie di lasagna al forno.

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