Montepeloso

I rsina, anticamente denominata Montepeloso (fino al 6 febbraio 1895), è uno dei paesi più antichi della Basilicata. Adagiata su un colle in posizione panoramica, questo caratteristico paese vanta di origini remote, sul centro abitato d’epoca pre-romana si sovrappose quello medievale. Fu assediata ed invasa nell'895 dai Saraceni, che nel 988 la distrussero; fu ricostruita dal Principe Giovanni II di Salerno e fu contesa tra i Bizantini ed i Normanni.

Irsina è circondata da un paesaggio caratterizzato da verdi colline e boschi. L’abitato conserva ancora parte dell’antica cinta muraria che circonda il centro storico, due torri cilindriche poste all’estremità del paese e le due antiche porte d‘accesso, Porta Maggiore detta di Sant’Eufemia e Porta Lenazza detta anche Arenacea.

Passando attraverso la Porta medievale di Sant’Eufemia, difesa da un’alta torre circolare, si arriva a Piazza Garibaldi da cui si gode di un incredibile panorama sulla valle del Bradano. Al centro si erge maestosa la cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, ricostruita alla fine del XVIII secolo su un impianto preesistente risalente al XIII secolo. Dell’originaria costruzione medievale resta il campanile quadrangolare arricchito da pregevoli bifore in stile gotico e la cripta ipogea. Ad essa si accede da due piccole porte ai lati del transetto che immettono nelle rispettive scalinate. Costruita in pietra locale, ha un impianto a croce greca sorretta da pilastri.

La cattedrale in stile barocco è a tre navate terminanti con absidi e transetto con cupola centrale. L’interno custodisce alcune opere d’arte di notevole pregio: la famosa statua di pietra raffigurante Sant’Eufemia, la scultura raffigurante la Madonna col Bambino, un Crocifisso ligneo di scuola donatelliana, un fonte battesimale monoblocco, un reliquiario d’argento contenente le reliquie del braccio della Santa Martire. Il patrimonio della Cattedrale annovera anche il pregevole coro ligneo, finemente intagliato e sormontato da un organo a canne ed alloggiato dietro l’altare.

Il convento di San Francesco è uno dei primi insediamenti francescani della Basilicata. Fu edificato sull’area di insistenza di fortificazioni interne alla cinta muraria, di cui esistono ancora la torre quadrata, tratti di mura e torri. L’annessa chiesa di San Francesco, che occupa il lato settentrionale del chiostro, rimaneggiata nel 1777 con l’aggiunta delle cappelle laterali e il rifacimento della facciata, presenta un portale, eretto agli inizi del XVII secolo, impreziosito da due capitelli della costruzione originaria attribuiti alla bottega di Melchiorre da Montalbano. L’interno, oltre a pregevoli altari in marmo del XVIII secolo, custodisce sotto l’abside la bella cappella ipogea. Il piccolo vano rettangolare, presenta interessanti affreschi datati tra il 1370 e il 1374, raffiguranti le tappe più importanti della vita di Maria e di Gesù. Sulla volta campeggia Dio Padre circondato dai Quattro Evangelisti. Sulla parete orientale si osservano S. Francesco, la Presentazione al Tempio, la Crocifissione, l’Incoronazione della Vergine e nell’intradosso dell’arco sono ritratte Margherita del Balzo e sua figlia Antonia; sulla parete meridionale Papa Urbano V in trono, l’Ultima Cena e S. Elisabetta d’Ungheria, su quella occidentale S. Caterina d’Alessandria, S. Antonio Abate, il Trapasso della Madonna e S. Ludovico da Tolosa.

Tra le vie del centro storico sono visibili diversi palazzi che raccontano la storia e la ricchezza delle famiglie che li hanno costruiti: il Palazzo Ducale della famiglia Nugent con un ampio cortile e il pozzo circolare, il palazzo dei Grimaldi di Genova, posto tra la Porta di Sant’Eufemia e la Cattedrale, il seicentesco Palazzo Lanora con il caratteristico bugnato a punta di diamante in facciata e la suggestiva cantina in grotta scavata nel piano interrato.

La festa di Sant'Eufemia, protettrice di Irsina, si svolge dal 14 al 17 settembre. In particolare il 16 settembre vengono consegnate sul sagrato della Cattedrale le chiavi della città all'arcivescovo, e da questi alla patrona e custode della città, Sant'Eufemia. Segue una lunga processione per le vie del paese dell'immagine di Sant'Eufemia, della reliquia del suo braccio e dell'icona della Madonna della Divina Provvidenza. La festa della Pietà ed il pizzicantò, si svolge l'ultima domenica di maggio con una processione dell'immagine della Madonna della Pietà. Segue il tradizionale gioco del Pizzicantò, che prevede la disposizione di due squadre di giovani in cerchio, in un doppio piano, a formare una piramide umana.

Irsina, MontepelosoItaliaEuropaborgotutti

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