Paese dei Matti

C orinaldo, noto per la sua ben mantenuta cinta muraria e per essere il paese natale di Santa Maria Goretti, è conosciuto anche come il Paese dei Matti. I corinaldesi, secondo una tradizione secolare, sono sempre stati identificati come un po’ originali, fuori dalle righe; una storiella vuole che un contadino, risalendo l’erta che conduceva anticamente dal borgo al centro storico, lasciò cadere un sacco di farina di mais nel pozzo dal quale tentò di bere per combattere l’arsura estiva. Dal pozzo cominciò a uscire, prodigiosamente, tanta polenta che sfamò i corinaldesi assediati.

"Arsa e distrutta dall’empio Alarico, la bella e famosa città di Suasa, l’anno della nostra salute 409, come fu scritto, quelli che dagli incendi avanzarono per salvarsi, fuggirono verso il vento Cecias dentro i vicini colli, l’anno del parto della Vergine 411 diedero principio a fabbricare una città formata con regole e disegno di architettura  la chiamarono Corinaldo, quasi curre in altu’" (frate domenicano Vincenzo Maria Cimarelli - secolo XVII).

Corinaldo venne ricostruita letteralmente ex novo nel 1367, con l’attuale cinta muraria; ma è nel Seicento che si ingentilisce nelle forme architettoniche e nel costume. Le famiglie nobili erigono nuove ed eleganti dimore, segno di un accresciuto e diffuso benessere. Nel centro storico progressivamente sorgono monumentali edifici civili e religiosi, ancora oggi visibili e perfettamente conservati: la chiesa del Suffragio dalla caratteristica pianta ottagonale, eretta sul vecchio mastio; la chiesa dell’Addolorata; la chiesa di Sant’Anna (patrona di Corinaldo); la chiesa già di Sant'Agostino (attuale Santuario di Santa Maria Goretti) ed ex convento, complesso del XVII-XVIII secolo dominante il nucleo cittadino il cui alto campanile ha la cuspide ispirata al campanile della chiesa del Santissimo Sacramento di Ancona; il palazzo Comunale, ricostruito nella seconda metà del XVIII secolo al posto del primitivo edificio rinascimentale, con grandioso porticato e torre.

Tra le manifestazioni più famose:
la "Contesa del pozzo della polenta" (terza domenica di luglio) rievoca la vittoria riportata dai corinaldesi nel 1517 contro l'esercito dello spodestato Duca di Urbino Francesco Maria I della Rovere che, per venti giorni, aveva assediato senza successo la fortificazione di Corinaldo. Nella suggestiva ed incantevole cornice del medievale centro storico del borgo, tra antichi palazzi, vie e piazze, centinaia di figuranti (con costumi d'epoca), dame e giocolieri, fattucchiere e armigeri, combattenti e saltimbanchi, giocolieri e artigiani, sbandieratori, tamburini, chiarine, arcieri e danzatrici fanno da supporto alla rappresentazione che culmina nella consegna dell'ambito "Palio" assegnato al Rione vincitore delle diverse gare quali: il gioco della campana, il palio degli arcieri, la giostra dei cavalieri e altre gare rionali. Durante la manifestazione si susseguono spettacoli d'arte varia, gare di arcieri e antichi giochi, la caduta del sacco di farina nel pozzo e la disputa del Palio dei quartieri. I vestiti dei Duchi sono visibili presso la sala del costume e delle tradizioni popolari. La manifestazione finisce con il tradizionale  sparo  del cannone di fico.
La Festa delle Streghe (Halloween), si tiene dal fine settimana precedente fino al giorno di Halloween (31 ottobre) per le suggestive vie del centro storico che per l'occasione si trasformano in un luogo di divertimento ma soprattutto di festa a misura di famiglia. Taverne con piatti tipici, spettacoli di arte varia, tunnel della paura, accompagnati da un ambiente illuminato da fiaccole e tante zucche, trasportano chi vi partecipa in un mondo magico e fantastico. L'evento si conclude sempre a mezzanotte  del 31 ottobre con spettacoli pirotecnici.

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